lunedì 31 marzo 2014

KILOWATT 28-03-2014


Ci siamo recati presso la struttura del coworking Kilowatt di Via Borgo di San Pietro 22. Lorenzo insieme a tre suoi amici hanno preso in affitto questo spazio e hanno fondato Kilowatt. Subito molte altre persone si sono interessate al progetto, che si basa nel semplice mettere in condivisione uno spazio, con risparmi economici e con la possibilità di far lavorare insieme diverse persone in altrettante realtà. La maggior parte di lavoratori sono "Start-up", giovani appena entrati nel circolo del lavoro che devono inventare la loro strada.
Le realtà che abbiamo conosciuto si occupano di design, architettura, media...
Principalmente Kilowatt si ripropone di mettere in collaborazione più ragazzi che lavorano e convivono per sviluppare diversi progetti creando nuovi lavori.
Di base rispetto agli altri coworking i quattro fondatori non lavorano lí, ma in altri uffici. Lorenzo in particolare si occupa della programmazione di alcuni spot pubblicitari su internet.
(Gaia, Giulia, Serena, Sohag)









1 commento:

  1. La visita che abbiamo svolto presso Kilowatt ha come obiettivo di rafforzare ed incubare idee, progetti e microimprese, tramite la messa in rete, la condivisione di spazi operativi, la promozione di strumenti di partecipazione e collaborazione. Mi ha interessato molto, anche se secondo me sarebbe stato più interessante impiegare giorni su alcuni loro progetti per approfondire la nostra conoscenza. Uno tra quelli che Lorenzo ha trattato e che mi ha colpito di più, è stato il progetto co-working baby. Questo progetto è stato ideato per chi ha orari flessibili, per chi vuole lavorare senza rinunciare a stare col proprio figlio, continuando l’allattamento o seguendo lo svezzamento, per chi non vuole o non può svolgere la propria vita professionale “parcheggiando” il bimbo in un asilo nido, per chi cerca un posto dove poter lavorare con il supporto di un educatore e di spazi pensati per i più piccoli.
    Avere un figlio ed essere un libero professionista o avere un lavoro flessibile non è una cosa facile e voler condividere con il proprio figlio i primi anni di vita senza rinunciare al proprio lavoro è una cosa complicata. Infine voler contribuire alla scelta e alla realizzazione di un percorso educativo innovativo è praticamente impossibile.
    Il gruppo Kilowatt sperano che coloro che hanno deciso di aderire, possano portare a Bologna un nuovo modello di welfare ossia un sistema sociale che possa garantire a tutti i cittadini l’utilizzo dei servizi sociali ritenuti indispensabili.
    Sempre secondo Kilowatt c’è la necessità di formulare una proposta innovativa rispettando lo stile di vita di ciascuno, promuovendo l’imprenditorialità tra i giovani e facendo tutto questo senza ipotecare il benessere delle persone, la costruzione di un nucleo familiare e l’educazione dei bimbi.
    Loro sono pronti per questa nuova sfida, che sembra il modo migliore per allargare il progetto di co-working. Questa idea per quanto mi riguarda è ottima perché credo che tutti i bimbi per crescere abbiano anche bisogno di un rapporto più stretto con i propri genitori e allo stesso tempo è un modo per non far sentire in colpa i genitori di allontanarsi dal proprio figlio (in alcuni casi) neonato.

    Gaia Sortino

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